Una famiglia in Bolivia

Inserito il 24 ottobre 2008 22.57 da editor
Ciao, siamo Roberto, Grissel (la moglie), Maria (la figlia)e Emanuele (il figlio),proveremo a scrivere due righe sulla nostra esperienzaa Melga nell’anno 2005-2006, esperienza bella e

“sconvolgente”.

 

Siamo partiti con tanti ideali in tasca, tanta voglia di fare,scoprire, aiutare e chi più ne ha più ne metta. Come tantiche si mettono in cammino (forse), per strada questo“troppo” inizia a pesare nello zaino e affaticare. Poi ledifficoltà, i ladri (le difficoltà) che ti rubano lo zaino edecco che ti ritrovi “per terra” senza un soldo in tasca.

Ecco allora che finalmente inizia il cuore del cammino,dove ci si mette davvero in dicussione.Ma vediamo di chiarire quest’immagine forte e moltoparticolare.Riprendendo dall’inizio, quando siamo arrivati l’impatto èstato di una realtà molto diversa da quela di Bergamo.Vivevamo in una casa vicino al santuario di Melga che sitrova a 31 km da Cochabamba sulla strada nuova cheporta al Chapare (Tropico) e Santa Cruz (città dove sorgonole principali industrie boliviane e dalla quale arrivala frutta tropicale come le banane, l’ananas, la papaya,cacao, caffè...). Melga si trova a 3000 m. Dopo la mortedel missionario Berto Nicoli di Bergamo che lavorava quic'è un prete boliviano. Vicino a noi abitavano le suoreche dirigono la scuola di Melga, 2 boliviane e una brasiliana.La scuola comprende il Kinder (corrisponde al nostroultimo anno di scuola materna), "el primer ciclo, elsecundo ciclo, el tercer ciclo" (le nostre elementari emedie) e la "secundaria" (nostre superiori, che però finisconoai 18 anni, cioè un anno prima di noi). In tutto erano853 gli alunni, ma il numero cresce di anno in anno.In teoria i primi otto anni sono obbligatori, di fatto non ècosì (la gente spesso non sa neppure che esista questalegge). Qui vivono dei prodotti della terra: patate, mais,cipolle, fave,... I loro campi divengono ad ogni passaggiogenerazionale (eredità) sempre più piccoli, visto chei figli sono molti.

Così da un po' di tempo gli uomini hannoiniziato ad andare a lavorare al Chapare. Le mogli,per non perdere il marito, lo seguono lasciando i figli acasa soli per tutta la settimana o settimane o mesi.interi!Se la moglie non lo segue, è praticamente sicuro che luitrovi un'altra compagna dalla quale avrà figli, abbandonandoin ogni senso la precedente famiglia. Inoltre perdereil marito vuol dire non avere abbastanza entrateper potere sfamare i figli numerosi. Altri vanno in Argentina,ben pochi in Europa. I figli più piccoli vengono lasciatialle cure dei più grandi di 15/16 anni; oppure stannocon una zia o la nonna e il nonno. Appena la scuolafinisce, cioè alla fine di Novembre, quasi tutti gli abitantidi Melga andranno al tropico e torneranno per l'inizio delnuovo anno scolastico, alla fine di gennaio circa. I bambinie i ragazzi sono lasciati molto a sé; non sono seguitinei compiti; non esistono punti di ritrovo ad eccezionedelle “chicherie” dove si beve la chicha con aggiunta dialcol. Solo un paio di mesi prima di quando eravamoarrivati, un ragazzo di 15 anni era morto in una rissa inuna “chicheria”. Molti fabbricano droga e ultimamentecercano soprattutto giovani. Il papà di un bambino è incarcere per questo e il prezzo per scarcerarlo si aggiraai 4000/5000 dollari. Nelle carceri non ci sono divisioni:minorenni e maggiorenni sono insiemi a persone chehanno commesso omicidi, furti, atti di pedofilia,... quivige il sopruso del più forte sul più debole. Ne segue cheil minorenne che finisce dentro per aver fatto il “palo”nella produzione di cocaina, subirà ogni sopruso e abuso(anche sessuale), la sua vita verrà spezzata.Allora la scuola e i gruppi di catechismo divengono ilprincipale e quasi unico attore dell'educazione. In questocontesto le suore (una è direttrice della scuola) hannocostruito una biblioteca con una saletta per i più piccoli,utile oltre che per la consultazione di libri, per svolgerei compiti (dato che non dispongono assolutamentedi nessun libro nella casa) anche come punto d'incontrosia in generale che con incontri o laboratori. Infatti nonesiste uno spazio fisico per le attività extrascolastichecome quelle di Winaypacha, l'organizzazione che mi haseguito (Roberto) nel mio tirocinio di psicologia e che sioccupa di prevenzione e seguimento di casi di bambini eadolescenti soprattutto riguardo violenza intrafamiliare eabuso. In seguito sognano di trovare fondi per la ricostruzionedella scuola che è molto vecchia e degradata(una parete è crollata e con l'aiuto dei padri degli alunniè stata ricostruita.

Ci sono solo quattro bagni per le femminedi cui solo due funzionanti e altrettanti per i maschiper tutti gli 850 alunni!). Allora nel nostro lavoro abbiamopuntato soprattutto alla formazione, con gli adolescenti,con i bambini del Kinder, con i gruppi di madri, con gliinsegnanti,... con tutta la buona volontà accennataall’inizio.Potete capire che ciò che ci ha colpito di più è stata lepovertà: case di fango e paglia, bimbi con un solo vestitonon sufficiente a coprirli dal freddo, genitori che nonconoscono la medicina e non portano i figli ne vannoloro dal dottore o lo fanno quando ormai non c’è più nullada fare, minestre fatte di “acqua colorata” troppo povere,...Le mamme un po’ per ignoranza, un po’ per ladurezza della vita, non parlano né danno un nome albambino prima dei due anni. Dobbiamo aggiungere allapovertà, la miseria del consumismo: televisione, internet,cellulari, mode,... hanno rotto i valori tradizionali,quali la solidarietà, l’aiuto reciproco, la famiglia, l’uomoprotettore della famiglia, la donna presenza che scaldala casa, la religiosità, il sentirsi piccoli e figli di Qualcunodi più grande,...Cos’è “davvero” giusto, cosa sbagliato?Poi siamo andati in crisi noi, noi come persone singole,noi come coppia, come famiglia. La casa costruita sullasabbia si è “sciolta” a poco a poco. Allora devi ripartireda zero e non è facile. Anche i più alti ideali si dissolvonoal vento della vita...

Gli ideali possono a volte renderepiù difficile il sentrisi piccoli.Allora l’Unico che ti può salvare è cercare e Accogliere l’Amoredel Padre Buono che è nei Cieli. Farsi piccoli e imparare daiPiccoli del mondo, tra cui i poveri, gli emarginati, i diseredati, icosidetti peccatori,... e vederli nostri maestri di umiltà.Qui a Bergamo l’interesse per l’educazione è lievitata incredibilmente:ogni giorno mille servizi per il sociale, molto volontariato,...eppure sempre molte difficoltà. Anoressia, bulimia, stupefacenti,morti del sabato sera, il buttarsi via in generale, le famigliesi dividono,... Eppure anche tutte queste povertà, magaridiverse da Melga ma pur sempre povertà solo messe nelle manidel Signore, dell’unico al Centro, al centro della Croce, sitrasformano in vita. Nessuno cambia il mondo, niente c’è dinuovo al mondo, se non il nostro quotidiano rimettere nelle manodi Dio tutto. Poi sarà Lui a cambiare ciò che deve cambiareo meno, dentro e fuori di noi senza che noi ce ne accorgiamo...Roberto, Grissel, Maria, Emanuele

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