Le emozioni di Pietro Gamba

Inserito il 4 gennaio 2009 14.50 da editor
Carissimi amici, sono arrivato a novembre in Italia con un programma intenso e non nascondo le paure e le incertezze che mi portavo dentro nell’attesa di affrontare incontri pubblici ed eventi di un certo rilievo dove dovevo raccontare qualcosa del mio quotidiano che non fosse banale. Quando si parte così, è importante ripescare le motivazioni più solide e profonde in cui si crede, ricavare dall’essere più che dall’avere, portare quello che vale, contrapposto a quello che è passeggero ed effimero. La paura si è persa camminando, incontrando, confrontandomi, aprendomi a tutti, sorretto da una carica che diventa ‘dovere di osare e chiedere’ quando è necessario per gli altri, per coloro che aiuteremo in questo nuovo anno. Oggi voglio partecipare tutti gli amici del percorso fatto rivisitando le tappe del mio soggiorno in Italia per rinnovare le emozioni sentite e la gioia di averli incontrati. A Torino ho potuto rivedere Ettore Mo. Viaggiando insieme ad Arona abbiamo ricordato la sua visita ad Anzaldo da lui raccontata con grande partecipazione e maestria nell’articolo pubblicato sul Corriere della sera. Una persona semplice e colta e profondo conoscitore del mondo. La serata organizzata per la conferenza ha toccato la pura poesia quando Ettore Mo ha narrato il suo viaggio sulle alture della Bolivia per accompagnare Marco dall’ospedale di Anzaldo nel nord di Potosì. La narrazione della nostra attività con i campesinos è stata colorata dall’entusiasmo con cui il dott. Cono ha trasmesso le emozioni vissute insieme. Nell’incontro con gli amici a Verdello ho potuto parlare con l’aiuto di un video per ripetere che in un anno ci sono stati risultati che non vogliamo misurare coi numeri delle persone curate, ma con i nomi di coloro che abbiamo conosciuto e aiutato gratuitamente. Quest’anno la sorpresa è stato il viaggio in una città molto lontana da Bergamo, l’Aquila, dove sono andato in compagnia di mia figlia Silvia e della nostra amica Paola accettando l’invito del dott. Cono. Nel viaggio in treno l’entusiasmo era tanto grande che siamo riusciti a contagiare un vescovo candidato a cardinale; Paola era carica del miglior entusiasmo giovanile della studentessa in medicina, tornata da un viaggio in Bolivia, che rivolge tutta la sia attenta passione per il mondo dei poveri. Ci siamo trovati così nella città di Celestino V e precisamente nella sala Celestiniana, nel centro medievale della cittá, dove è stata organizzata la nostra conferenza. La serata è stata animata da intermezzi musicali. Il maestro Sebastiani è stato all’altezza delle attese. Cono ci ha sorpresi facendo coincidere l’invito con il giorno del suo 33mo compleanno. Tanti gli amici venuti ad ascoltare l’esperienza fatta da Cono al mio fianco per più di sei mesi in quel mondo la cui diversità è fatta di apertura, coraggio e dono. Fantastico il coinvolgimento che da subito si è sentito nella sala gremita dai giovani laureandi. Un centinaio i presenti, molti futuri medici per i quali la partecipazione alla conferenza valeva anche per i crediti necessari alla laurea. E’ stato veramente bello il clima creatosi; un giovane medico avvicinandomi al termine mi disse: - Anch’io mi sento animato dalle sue stesse buone intenzioni, il difficile per me è passare dall’ideale alla pratica -. La sera dopo siamo arrivati nell’incanto della collina di Recanati, la terra di Leopardi. Prima dell’incontro, per farci sognare meglio, il dott. Roberto, ex sindaco della simpatica cittadina, ci ha fatto visitare la piazzetta de “Il sabato del villaggio” dove il poeta si è ispirato per scrivere “A Silvia”. Pochi giorni dopo il nostro arrivo erano state convocate alcune parrocchie, le Acli e un gruppo del mondo solidale, tutte persone impegnate nei problemi del sud del mondo. Sembra che anche qui siamo riusciti a dire, ancora in coppia con Cono, che voler bene alle persone, fare il quotidiano dovere ogni giorno, pur se con fatica, ti ritorna come nuovo vigore, lasciandoti carico di energie da trasmettere. Continuamente ci è giunta la conferma di essere stati capaci di stimolo e interesse, con una platea attenta e interattiva che voleva conoscere a fondo e meglio quanto avevamo da dire. Anche una radio locale ci ha messo in onda con una intervista di una ventina di minuti. Vi ricordate i novelli sposi Marcello e Cinzia? Bene! Siamo andati a trovarli a Cesena. Qui con un gruppo di amici abbiamo raccontato il loro matrimonio del 6 giugno u.s. in Anzaldo e abbiamo rimesso al dito le fedi che erano state smarrite, rinnovando l’impegno di amicizia forte che non cede alle stagioni che, stranamente, mi hanno portato a rivedere la Romagna dal finestrino del treno sotto la neve. La stessa sera al ritorno da Cesena a Bergamo, nella sala conferenze del teatro Donizetti , abbiamo incontrato il sindaco e la numerosa comunità boliviana presente a Bergamo. Nella platea c’erano volti di amici conosciuti e nuovi. Elena, la giornalista de L’eco di Bergamo, era a mio fianco per pormi le domande di rito. La conclusione della serata ,come ogni festa che si rispetti,è stata dipinta dai colori del folklore boliviano dei balli che conosco ma che, visti nella mia terra natale, non han mancato di suscitare un certo effetto. E la vendita dei libri ha avuto una buona riuscita . Altro appuntamento importante è stato quello del 2 dicembre al castello di Curno, per una cena di beneficenza. L’organizzatore, Paolo D’Adda, ha sponsorizzato il libro e ha dimostrato di credere alla Fondazione. Eugenia Marini ha elevato i cuori con brani scelti alla fisarmonica. E dopo l’introduzione del console boliviano, hanno parlato industriali e piccoli imprenditori, semplici e importanti nel mondo della finanza. L’emozione però è stata quella di aver potuto lasciare il messaggio che qualcosa di bello si sta costruendo, che non bisogna aver paura di parlare di sogni come oggi è per me la Fondazione. Un sogno questo che piano piano acquista concretezza e alimenta il coraggio di credere che il “bello” che oggi assaporo come frutto maturo, possa continuare. Gli eventi pubblici si sono trasferiti, nelle prime settimane di dicembre, a Sarnico, dove ho ritrovato don Sergio Gamberoni rientrato dalla Bolivia dopo due anni di lontananza dai suoi giovani. Ero al suo fianco mentre attraversava la platea del teatro verso il palco centrale dove mi ha presentato come suo amico. E’ stato un applauso emozionante, sentito come quando si scollina tra due ali di folla, vincendo una montagna guadagnata col sudore delle pedalate come ricordo di aver visto in Tv al giro d’Italia. L’emozione era certamente piena per don Sergio, benvoluto come il sacerdote che si è fatto fagocitare dalla sua gente tanto amata. Questa esplosione di entusiasmo ha creato un’atmosfera magica che mi ha permesso di vincere ogni paura e di parlare serenamente. La sala era gremita, circa 400 i presenti che sono stati generosi anche nell’offerta destinata all’Ospedale. A conferma che qualcosa di bello è successo quella sera, mi ha raggiunto l’inattesa telefonata di un amico, perso di vista da oltre vent’anni. Voleva dirmi che è stato colpito da quello che ancora diciamo e facciamo, valori che per lui si sono un po’ arrugginiti e che causano un intorpidimento delle proprie giornate. I giovani di Sarnico, venuti quest’estate a trovarmi a Anzaldo, hanno fatto da detonatore parlando del mondo che hanno avvicinato e conosciuto. il Dott. Nicola Rizzardi mi ha presentato a una cena del Rotary di Romano di Lombardia. Ha raccontato la sua esperienza commentando alcune foto che lui stesso aveva fatto e che conserva tra i suoi ricordi più intensi. Tra i professionisti uniti per anticipare il Natale, i sentimenti di bontà non sono mancati, con promesse di buon auspicio e voglia di continuare. Un’intervista a Tv Bergamo è servita per rinforzare in nostro lavoro, una specie di semina pubblica dai frutti incerti, affrontata con qualche difficoltà quando, come me, non si ha dimestichezza con i riflettori degli studi. Ha concluso gli incontri pubblici a Bergamo la conferenza organizzata dai Lyons e animata dal coro Gospel Anghelion diretto dal dott. Antonio Barcella. In questa interessante serata l’ing. Panini mi ha onorato del premio della Bontà e così come è stato per me un onore l’incontro con il pittore Trento Longaretti che ha offerto due sue opere da portare con me in Anzaldo. Ma i miei più caldi ricordi sono legati agli incontri personali con quanti mi hanno invitato a cena o a pranzo, gente buona, volti cari e conosciuti che ingigantiscono la forza e l’entusiasmo di continuare. Paola ha voluto concludere la mia visita in Italia qualche giorno prima della partenza con una cena popolare a Roncola di Treviolo. Erano in molti a partecipare, è stato un saluto veramente entusiasmante. Ho nel cuore dolcezza, bontà, doni di generosità che rafforzano l’animo. In questi incontri occasionali ho conosciuto anche persone che soffrono in silenzio malattie incurabili, disagi e preoccupazioni per il lavoro in una crisi preoccupante che sembra stia facendo sul serio. Porto nel cuore il loro silenzio , la loro lotta, la preghiera che innalzano ogni momento al Signore che sa di ognuno di noi . Sentirmi in mezzo a molte persone che credono in quello per cui si opera, che rimangono fedeli a questo nostro progetto, che mi aiutano ad aiutare gli altri, mi incoraggia oltre misura a proseguire deciso nel mio cammino. Quindi devo dire a tutti, indistintamente senza esclusioni per nessuno, il mio grande Grazie unito all’augurio di un Buon Anno diverso dai colori superficiali e delle luci artificiali che illuminano la superficie delle cose e impediscono di vederne la profondità. Un abbraccio circolare che include anche i miei famigliari che a ragione reclamano maggior tempo per loro, sperando che mi perdonino per il tempo che tolgo loro per darlo agli altri. Con la famiglia ho trascorso un Natale ricco di nuove prospettive di Bene. Un dolce ricordo anche a mia mamma, che ha sopportato per un intero mese la mia forzata incursione nel suo precario equilibrio, sorretta dall’energia inflessibile di una grande Rachele . A tutti con grande affetto auguri Dott. Pietro

Incontro con Pietro Gamba

Inserito il 14 novembre 2008 23.17 da editor

Martedi 18 ottobre ore 21 presso il Patronato San Vincenzo incontro con il dott. Pietro Gamba, in Italia per una breve visita.

Tutti siete invitati a partecipare, per ascoltare la sua testimonianza di medico in terra di Bolivia.

 


15 Novembre 1984

Inserito il 13 novembre 2008 15.38 da editor

...Tra i tanti scritti, lettere e racconti che la mamma di Pietro Gamba custodisce gelosamente, ecco la lettera che, nel 1984, in occasione della laurea, i compagni di Università di Pietro gli hanno dedicato e fatto pubblicare. Ecco il testo integrale:

«Pedro, oggi 15 novembre hai fatto un gran salto e da metalmeccanico sei diventato dottore. Ora non più macchine, ma uomini dovrai riparare ed i tuoi uomini, i tuoi malati, tu andrai a cercarli e non ti farai cercare. Saranno i più poveri e derelitti malati del mondo, perché per essi hai voluto passare dalla tuta alla vestaglia bianca. Solo per questo hai tanto faticato e noi siamo stati testimoni della tua fatica e del tuo accanirti sui libri. Quasi temevamo che non ce la facessi tanto ti eri sbiancato. Ti sei spremuto come un limone fino ad asciugarti lanima, non l´anima veramente, ma la cosiddetta psiche. La tua anima vedeva i tuoi futuri pazienti che ti aspettavano e bastava quella vista perché tu risorgessi ritemprato e forte. Bravo Pedro, ci hai dato un grande esempio. Oggi sei medico e la tua laurea ha fatto anche noi più forti e più decisi. Già hai scritto per noi la prima ricetta: tre cucchiai di buona volontà alla mattina a mezzogiorno e alla sera con un supplemento in più a giugno e ad ottobre. Così veramente sia da oggi in poi per tutti noi, studentesse e studenti del Cuamm nel segno di Pedro metalmeccanico-dottore!»


Pietro Gamba sul Corriere della Sera

Inserito il 7 settembre 2008 22.20 da editor
Sul Corriere della Sera di oggi (domenica 7 settembre) c'è un articolo di Ettore Mo sul nostro amico Pietro Gamba.

Trovate anche l'articolo al seguente link, con commento audio dello scrittore: http://www.corriere.it/Speciali/Esteri/2008/Mo/index7.shtml

Dott. Pietro Gamba
Medico dei campesinos

Inserito il 29 dicembre 2007 17.30 da Admin

E’ uscito il bellissimo libro fotografico e descrittivo sulla vita e l’opera del Dottor Pietro Gamba sulle Ande Boliviane. Il volume è pubblicato dalla Casa Editrice ANANKE di Torino www.ananke-edizioni.com ed è possibile acquistarlo per appoggiare le attività umanitarie del Dottor Pietro Gamba.

 

 

Tutte le informazioni sul sito dell'Associazione Pietro Gamba Onlus www.pietrogambaonlus.org