La “Ciudad de los niños” a Cochabamba, in Bolivia, è stata fondata nel 1966 da Padre Antonio Berta, seguendo il sogno di don Bepo di una missione del Patronato in Bolivia.
Attività e organizzazione della Ciudad
Questa “Città dei ragazzi” ospita circa 150 bambini e adolescenti dai 3 ai 18 anni rimasti orfani o che hanno gravi problemi familiari, garantendo loro affetto, sostentamento e istruzione fino al termine del ciclo di studi superiori. È organizzata in casette dove i bambini vivono con uno o più educatori ai quali fanno riferimento. Proprio come un piccolo villaggio, al suo interno, oltre alle casette, ci sono la chiesa, le scuole, i campi da gioco, il teatro, ecc.. Le scuole della Ciudad – materna, elementare, media e superiore ad indirizzo tecnico – sono frequentate anche da circa 800 bambini e ragazzi esterni e offrono quindi un importante servizio a tutta la città di Cochabamba
La gestione della Ciudad
Fino alla sua morte, avvenuta lo scorso22 maggio 2007, padre Berta è stato per tutti i bambini della Ciudad de los niños il “papi” e ha sempre fatto di tutto per dar loro il calore di una famiglia e una speranza di vita. Attualmente il suo posto è stato preso da don Matteo Cortinovis, un prete della diocesi di Bergamo che cerca di portarne avanti il progetto con impegno ed entusiasmo. Accanto a lui ci sono Terry e Luciano Invernizzi, i responsabili della Ciudad, che da più di trent’anni sono “la mamma e il papà” di tutti i bambini, sempre presenti al loro fianco nelle gioie e nelle fatiche di tutti i giorni. Sono riusciti a coniugare la vita familiare e due figli con una vita spesa al servizio di chi ne ha bisogno.
Dall’agosto 2007 un altro bergamasco, Fulvio Diploma, fresco di laurea in scienze dell’educazione, ha deciso di spendersi per tutti i ragazzi della Ciudad condividendo con loro 2 anni della sua vita. Accanto a queste persone ci sono poi tanti boliviani che, nella semplicità e nel silenzio, lavorano nella Ciudad con incarichi diversi, per dare una prospettiva di vita nuova e più giusta a tutti i bambini. Perché, anche se vivono in un’ “oasi felice”, nessuno potrà cancellare il loro passato di sofferenza ed è quindi fondamentale che abbiano una seconda occasione per ricominciare a guardare al futuro con speranza e a sorridere alla vita. E i ragazzi della Ciudad de los niños hanno dei sorrisi meravigliosi.
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