Legami tra Inbolivia2004, Patronato San Vincenzo di Bergamo e Mlal.
Il gruppo Inbolivia2004 nasce all’interno del patronato San Vincenzo di Bergamo per volontà dei giovani che nel 2004, e negli anni successivi, hanno accolto la proposta del Patronato di vivere un’esperienza in terra di Bolivia a stretto contatto con i numerosi volontari e missionari bergamaschi che vi operano. L’arricchimento personale datoci da questo viaggio e la fiducia istauratasi tra volontari, Patronato e membri del gruppo Inbolivia2004, ci porta oggi ad accogliere la richiesta di aiuto che un volontario bergamasco a La Paz, Riccardo Giavarini (di Telgate e da più di 25 anni in Bolivia come responsabile dell’ONG Mlal) ci ha lanciato in occasione della sua recente visita al gruppo nel Dicembre del 2005. Richiesta di sostegno per una parte di un ben più ampio progetto di cooperazione internazionale che vede affiancata l’ONG italiana Mlal a altre otto istituzioni boliviane e denominato “Centro Modello di Viacha. Misura alternativa al carcere per i minori detenuti nelle carceri di La Paz, Bolivia” . Il centro, già in parte operativo, servirà come metodo sostitutivo al carcere per circa 115 minori.
Nello specifico, la parte per cui ci è stato chiesto aiuto è quella relativa al sostegno della parte
educativa tramite il finanziamento della costruzione della scuola all’interno del centro, per dare
l’opportunità ai minori di completare il ciclo di studi (scuola media e superiore) concorrendo alle
finalità del progetto
Il progetto in sintesi: costruzione della scuola
In concreto si tratta di realizzare all’interno del centro di Viacha le seguenti strutture:
· 5 aule
· una biblioteca
· una ludoteca
· una sala di riunioni
· lo studio del direttore della scuola
· una sala per i professori
· bagni
· un deposito
· un piccolo appartamento ai 7 educatori che si faranno carico di seguire i minori giorno e notte.
Il costo totale di questa infrastruttura è di 85.000 dollari di cui 40.000 già reperiti.
Finalità del progetto
La Nuova Legge di Esecuzione Penale boliviana prevedeva per fine 2004 che in ogni regione o Distretto penitenziario della Bolivia dovessero essere costruite strutture sostitutive al carcere per ospitare i minori (16 – 21 anni) e avviare una piano educativo a tappe graduali. Purtroppo a tutt’oggi in Bolivia non esiste nessun centro specializzato o appropriato per questi giovani se non quello in costruzione a Viacha, a 60 km da La Paz, dove sono previsti spazi e iniziative che faranno del periodo di reclusione un momento più umano, si rispetteranno i diritti umani e si metterà in atto una proposta educativa e pedagogica rispettando l’età, le necessità e le esigenze dei minori, dando loro la possibilità di studiare, lavorare, recuperare abitudini e stili di vita in modo da poter rientrare nel contesto famigliare e sociale con opportunità e condizioni di comuni cittadini.
Il progetto si inserisce in un quadro ben più ampio del problema carcerario minorile in Bolivia, con una rilevanza fondamentale non solo in relazione alla popolazione coinvolta (circa 115 adolescenti e giovani che attualmente sono in carcere) ma anche in relazione al coinvolgimento di istituzioni e strutture pubbliche locali che avranno il compito e il dovere di costruire una politica che guardi più in là del castigo e della pena, ma che promuova una strategia pedagogica che aiuti i minori a inerpicarsi sul pendio della riabilitazione e del reinserimento familiare e sociale con dignità e responsabilità.
Come i privati e le aziende possono sostenere il progetto: estremi del conto corrente MLAL
I cittadini e le aziende possono sostenere il progetto effettuando la loro donazione sul conto corrente MLAL dedicato al progetto intestato a:
MLAL Movimento Laici America Latina
Viale Palladio, 16
37138 Verona
c/c 511320 - Abi 5018 - Cab 12100
Banca Popolare Etica - Padova
Agevolazioni fiscali per le persone fisiche
· in base al nuovo D.L. n.35/2005 , si può dedurre dal proprio reddito le donazioni fatte per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro per anno.
· Alternativamente, in base alla vecchia normativa, D.P.R. 917/86, tuttora in vigore : si può scegliere di detrarre dall’imposta lorda il 19% dell’importo donato, fino ad un massimo di 2.065,83 euro;
oppure si può scegliere di dedurre dal proprio reddito le donazioni fatte per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato.
Agevolazioni fiscali per le imprese
· in base al nuovo D.L. n.35/2005, si può dedurre dal proprio reddito le donazioni fatte per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro per anno. Questa possibilità si può applicare solo alle donazioni fatte a partire dal 17 marzo 2005.
· Alternativamente, in base alla vecchia normativa, D.P.R. 917/86, tuttora in vigore, è possibile dedurre le donazioni per un importo non superiore al 2% del reddito d’impresa annuo dichiarato.
Anche in questo caso ricordiamo che le agevolazioni fiscali non sono cumulabili tra di loro. E’ preferibile rivolgersi al proprio consulente di fiducia per scegliere la formula più adatta alle proprie esigenze.
Ricorda di conservare la ricevuta, postale o bancaria della tua donazione. Per le donazioni tramite bonifico o carta di credito l’estratto conto ha valore di ricevuta.
La sua azienda potrà dedurre con la prossima dichiarazione dei redditi.
Le DETRAZIONI sono le somme che, una volta calcolate le imposte da pagare, si possono sottrarre da queste, in modo da pagare di meno.
Le DEDUZIONI sono le somme che si possono sottrarre dal reddito su cui poi si calcolano le imposte.
Il gruppo Inbolivia2004, Patronato San Vincenzo di Bergamo, Mlal, le istituzioni boliviane (rendendosi disponibili ad ogni qualsiasi ulteriore chiarimento in merito al progetto), insieme ai minori detenuti nelle carceri di La Paz ringraziano i privati e le aziende sensibili alla tematica esposta e che contribuiranno a rendere possibile la costruzione della scuola.
Il progetto esposto nel suo insieme da Riccardo Giavarini.
Istituzioni promotrici del progetto
Da un anno e mezzo 6 istituzione boliviane (Defensor del Pueblo, Pastorale penitenziaria, Defensa de la niñez Internacional, Pro Adolescente Bolivia, UNICEF, Capacitaciòn y Derechos Ciudadanos) e una Italiana (MLAL -Movimento Laici per l’America Latina- di cui io sono membro) siamo impegnati sul fronte dei diritti dei minori reclusi nelle carceri di San Pedro, Obrajes e di Miraflores esistenti nella città di La Paz e nel carcere di massima sicurezza di Chonchocoro, nel municipio della città di El Alto.
Il lavoro che stiamo facendo è quello di offrire loro già da adesso che sono in carcere una proposta educativa, lavorativa e di appoggio legale e psicologico per intraprendere il “ritorno” nella società con dignità, con giustizia e con umanità.
Tre sono le componenti principali che si sono sviluppate nel percorso di questo primo, ossia:
1. Lavoro di accompagnamento degli adolescenti e dei giovani nelle principali carceri della città di La Paz e di El Alto.
2. Costruzione di un tavolo di lavoro interistituzionale per promuovere una strategia di intervento che umanizzi la pena e soprattutto apra nuove opportunità di redenzione, di formazione e di reinserimento post penitenziario.
3. La costruzione e l’allestimento del Centro per minori di Viacha alternativo al carcere con una proposta educativa finalizzata a preparare il momento del reinserimento sociale e famigliare.
Ed è proprio su quest’ultima parte che vogliamo vedere se è possibile avere da voi una mano: la componente educativa, ossia vogliamo costruire una scuola all’interno del Centro per aiutare questi adolescenti a terminare i loro studi fino alle medie ed entrare nella fase di studi superiori (sia teorici che pratici) per prepararsi ad avere abilità che serviranno loro una volta recuperata la libertà.
Costruzione della scuola all’interno del centro di Viacha
Si tratta di costruire: 5 aule, una biblioteca, una ludoteca, una sala di riunioni, lo studio del direttore della scuola, una sala per i professori, bagni, un deposito e un piccolo appartamento ai 7 educatori che si faranno carico di accompagnare i ragazzi giorno e notte. Il costo totale di questa infrastruttura è di 85.000 dollari di cui 40.000 li abbiamo già, mancherebbe il resto.
Ciò che è già stato costruito
La Nuova Legge di Esecuzione Penale prevedeva che per fine 2004 ci dovessero essere in ogni regione o Distretto penitenziario della Bolivia strutture adeguate per ospitare i minori (16 – 21 anni). Strutture pensate come misure alternative al carcere e un con un piano educativo che offra la possibilità di studiare, lavorare, recuperare abitudini e stili di vita in modo da poter rientrare nel contesto famigliare e sociale con pari opportunità e condizioni dei comuni cittadini. Purtroppo a tutt’oggi in Bolivia non esiste nessun Centro specializzato o appropriato per questi giovani.
L’unico Centro che si sta costruendo per iniziativa del Mlal, è quello di Viacha, a 60 km da La Paz, dove sono previsti spazi e iniziative che faranno del periodo di reclusione un momento più umano, dove si rispetteranno i diritti umani e dove si metterà in atto una proposta educativa e pedagogica che rispetta l’età, le necessità e esigenze dei detenuti.
Infatti abbiamo già costruito:
· i laboratori dove vedranno i ragazzi impegnati a formarsi in un lavoro e in un sistema che li aiuti a gestire e avviare un’iniziativa produttiva economica redditizia (abbiamo la falegnameria, il panificio e il laboratorio di artigianato)
· il settore dei servizi, ossia dell’appoggio legale, psicologico, infermieristico e l’assistenza sociale.
· spazi per le visite famigliari, di assistenza terapeutica e di ricreazione.
· i dormitori, il refettorio, bagni, lavanderia, cucina e una sala di ritrovo (anche se mancano ancora le rifiniture).
· la parte dei servizi della sicurezza, dell’amministrazione e della prima accoglienza)
Ciò che si sta costruendo e deve essere costruito
Stiamo costruendo e dovrà essere costruito:
· la parte del servizio terapeutico per chi presenta problemi quali alcolismo, droga o tendenze violente nelle relazioni con gli altri.
· la scuola
Dalla nascita del progetto alla costruzione del centro di Viacha
I primi passi:sensibilizzazione delle autorità carcerarie
A partire dal 2003 il Mlal -Movimento Laici per l’America Latina-, in sinergia con altre istituzioni locali boliviane fra cui la Pastorale penitenziaria, il Defensor del Pueblo e un centro specializzato in promozione dei Diritti cittadini ha iniziato una serie di attività promosse con un piccolo finanziamento dell’Unione Europea che hanno portato alla luce il problema dell’abbandono e del maltrattamento fisico e psicologico degli adolescenti e dei giovani che stanno scontando la pena nei veri centri penitenziari di La Paz e a livello nazionale.
Questa prima fase durata un anno riuscì a inquadrare il problema della giustizia minorile e a sensibilizzare sia le autorità incaricate dell’ambito penitenziario sia lì opinione pubblica che sempre ha reagito al tema della delinquenza e della sicurezza cittadina con criteri rigidi di castigo, isolamento e violenza verso chi infrange la legge senza considerare le cause del perchè succedono certi fenomeni devianti.
Concretamente si sono svolti seminari e corsi di orientamento in cui si vedevano coinvolte autorità militari, giudiziarie, gli stessi detenuti, la chiesa cattolica e alcune istituzioni della società civili per mettere a fuoco le contraddizioni fra una legge che prevede un’attenzione specializzata e differenziata per i minori e la pratica carceraria che nega il diritto di usufruire di un percorso formativo, pedagogico e di spazi fisici adeguati per l’inserimento sociale e famigliare.
Si iniziò a negoziare con le autorità del Regime penitenziario una infrastruttura che racchiudesse le caratteristiche necessarie per cominciare a applicare una terapia occupazionale, uno spazio educativo, un servizio specializzato in psicologia, diritto e assistenza sociale e che permettesse a agli adolescenti di poter ricominciare uno stile di vita che offrisse quello che la vita ha negato loro in molte occasioni.
Purtroppo in questa prima fase lo stato non ha mai messo un impegno serio in questa scelta e non è andato più in la di promesse e di buone intenzioni, al punto che le istituzioni private che intervenivano nel dibattito, e in particolare il Movimento Laici per l’America Latin, decisero iniziare da soli e con fondi privati sia la costruzione del Centro di Viacha, modello alternativo al carcere, sia il disegno di un piano di intervento adeguato per i giovani in carcere. Si fece una ricerca partecipativa nei differenti centri penitenziari della problematica che vivono questi giovani per conoscere quali aspettative avessero da un sistema penitenziario alternativo al vigente.
Composizione di un’equipe di professionisti e contatto con i minori
Si iniziò a elaborare un piano di lavoro, a comporre una equipe di professionisti e a definire i parametri su cui improntare tutto lo sforzo per arrivare direttamente ai 110 adolescenti e giovani reclusi nei differenti penitenziari.
L’equipe di persone locali è composta da: un pedagogo, una psicologa, un avvocato, un’assistente sociale e due educatori. Inoltre periodicamente e in funzione a attività specifiche si sono contrattati i servizi di personale e volontari che hanno appoggiato varie iniziative all’interno del carcere.
Questa equipe di formatori professionisti dopo aver svolto una ricerca partecipativa nelle carceri di La Paz ha disegnato una strategia di intervento che prende in considerazione le necessità manifestate dagli stessi ragazzi.
Quello che più ricorre nelle loro aspettative è:
· Necessità di consulenza
· Appoggio psicologico
· Attività sportive e ricreative pensate non solo per superare la noia di essere privati di libertà ma anche come strumento per ritemprare il carattere e la socializzazione.
· Attività culturali e educative per ricuperare gli anni di scuola abbandonata da tempo ma anche per poter intraprendere le scuole superiori per imparare una professione tecnica.
· Attività manuali lavorative per acquisire abilità in artigianato o in agricoltura che permetta loro di avere anche dei piccoli ingressi economici sia per assolvere le necessità quotidiane sia per imparare un mestiere che sarà prezioso per il futuro.
Nel fondo di tutto questo naturalmente si lavora la formazione umana e cristiana per imparare a vivere assieme agli altri, rispettare le norme della convivenza, essere solidali con chi convive accanto, aumentare la propria autostima e formare poco a poco la volontà di superazione e di lotta contro la depressione che il carcere incute.Per questo la terapia di gruppo è fondamentale
Questa equipe di professionisti costantemente è in fase di formazione e di motivazione ed è riuscita a stipulare una scaletta di temi e di problematiche che assieme si approfondiscono aiutati anche da esperti esterni.
I temi su cui si sta orientando la formazione dell’equipe sono i seguenti:
· L’affettività e la sessualità in un contesto di privazione di libertà
· La terapia come strumento di recupero
· Il tempo libero in carcere
· Come il lavoro può essere momento pedagogico, educativo e lucrativo
· Il tema della sicurezza nel Centro di Reinserimento
· La relazione con le strutture pubbliche
· Quale legge per appoggiare i minori in carcere
· La spiritualità come strumento di redenzione e di riabilitazione.
· Studiare le misure alternative alla carcere e come applicarle
· Ricomporre le relazioni con la famiglia e la società
· Elaborare il regolamento interno del Centro Modello
· Quale relazione fra il Centro e la società e viceversa
Attività svolte con i minori in carcere
Le attività che si sono svolte nel con gli adolescenti e giovani a rischio delinquenziale nei centri penitenziari sono state le seguenti:
Attività culturali
Settimanalmente si sono svolte due attività nel Centro penitenziario di reclusione di San Pedro:
Cine Forum il sabato e riflessioni tematiche i giovedì pomeriggio, mentre che nel Centro di massima sicurezza di Chonchocoro tutti i giovedì mattina si sono fatte riunioni con riflessioni e esposizioni su temi scelti dai ragazzi stessi. Il Cineforum: è stato e continua ad essere uno spazio abbastanza partecipato in cui dopo aver visto assieme un film si apre un dibattito per approfondire e capire il perchè di una problematica.
Riflessioni tematiche aperte
Sono momenti in cui si “provoca” una problematica di interesse comune e su cui si tesse una serie di riflessioni che aiutano i ragazzi a formare criteri e ricuperare valori. I temi affrontati sono stati: Sessualità, Etica, Senso della vita, La responsabilità nella società, Relazioni di coppia, il carcere, Le relazioni fra i detenuti, Il cambio di mentalità e di atteggiamento, La decomposizione della famiglia, La perdita dell’autostima, Recupero dei valori. Il valore della comunità e della responsabilità.
Sostegno legale ai minori
L’aspetto legale è stato un’altra richiesta sollecitata ripetutamente in cui si è cercato di conoscere e approfondire la Nuova legge di esecuzione penale vigente nel paese, si è cercato anche di dar seguito ai loro casi giudiziari sia per quelli che hanno la sentenza e soprattutto per quelli che sono in stato di arresto provvisorio o preventivo. Il ritardo della giustizia in Bolivia presenta cifre allarmanti e purtroppo il sistema giudiziario non da cenni cambiamenti. Chi ha soldi può accelerare o anche condizionare le sue sorti giudiziarie, ma chi non ne ha ...
Oltre a contare sull’appoggio dell’avvocato della nostra equipe abbiamo stabilito convenzioni e collaborazioni anche con altre istituzioni che hanno a carico temi relativi alla giustizia giovanile come per esempio il DNI (Defensorìa de la Niñez Internacional) e CDC (Capacitaciòn y Derechos Ciudadanos).
Si sono date consulenze gratuite ai ragazzi.
Si sono approfonditi aspetti relativi alla Nuova Legge di Esecuzione penale in particolare quelli relativi alla giustizia minorile.
Si sono approfonditi temi inerenti a mediazione, benefici, riabilitazione e si sono viste alcune lacune inerenti alla legge che tratta agli adolescenti come gli adulti e non esiste un regolamento legislativo proprio per gli adolescenti e giovani.
Attività manuali
Le attività a livello manuale sono state di differenti indole come per esempio:
Si è fatto un corso di serigrafia con una partecipazione di una cinquantina di giovani, confezione di anelli di plastica, si sono fatti braccialetti di cotone, si è fatto falegnameria sia per la confezione di mobili, intagliati e anche adorni per soprammobili.
Si sono contrattati degli artigiani esperti in confezione di giacche a vento o di vestiti e si è realizzato un corso con una partecipazione iniziale di una quarantina di giovani ma alla fine del corso solo una quindicina hanno concluso.
Si sono fatte pure delle esposizioni dei prodotti fatti all’interno del Carcere e gli ingressi sono serviti sia per avere un capitale per le necessità personali come anche per restituire il prestito avuto per l’acquisto delle materie prime.
Si è comprato anche un forno con tutte le attrezzature necessarie per iniziare un panificio semiindustriale e in prospettiva si pensa arrivare a formare una piccola impresa autogestita dagli stessi ragazzi. Questo panificio servirà per dare pane al Centro di reinserimento come pure per commercializzare il pane ai posti vendita e richieste della popolazione di Viacha.
Si è comprato anche una quindicina di macchine per la falegnameria. Si stanno facendo convenzioni con istituti specializzati in falegnameria (come il Collegio don Bosco di El Alto o anche imprese) perchè ci diano consulenze nell’apprendistato e specializzazione di questi adolescenti e giovani e per assorbire i prodotti finiti confezionati all’interno del Centro per introdurli al mercato.
Si è acquistato anche un telaio industriale usato che può produrre una serie di prodotti artigianali destinati al mercato locale come per esempio coperte, scialli, tela, aguaio ...
Discipline sportive
Per quanto riguarda appoggiare il buon uso del tempo libero in carcere abbiamo introdotto discipline sportive come pallavolo, basket, giochi ricreativi da tavolo ginnastica. Tutto questo sviluppando una disciplina e un esercizio sulle tecniche, sul gioco di squadra e sull’importanza della costanza e del sacrificio personale.
Si sono organizzati tornei interni con partecipazione anche di gruppi sportivi esterni.
Convivenze
Ogni due mesi si sono organizzate delle giornate di convivenza fra i giovani e gruppi esterni con attività di giochi, dinamiche di socializzazione, teatro e musica con pranzi comuni.
Appoggio psicologico
L’appoggio psicologico è consistito in sezioni di colloqui privati fra un professionale e i ragazzi che hanno bisogno di un sostegno e appoggio per poter affrontare l’ambiente del carcere ma anche lacune personali.
Ci sono stati momenti anche in cui si sono date delle conferenze collettive su temi generali segnalati dai ragazzi dove si è visto concorrere anche parecchi adulti come delle autorità di polizia responsabili della sicurezza della Carcere.
Si è iniziato a elaborare un primo modulo illustrato semplice e didattico per diffondere quello che i ragazzi sentono nella loro condizione di detenuti e per educare la società a non stigmatizzare ma a capire e essere corresponsabile nel prevenire certi fenomeni devianti a partire dalla famiglia e dalla responsabilità paterna e materna oggi più che mai in seria crisi.
Con la radio ERBOL, che ha un ascolto nazionale, si è fatto un contratto di diffusione di programmi settimanali per affrontare da differenti punti di vista il tema della giustizia minorile cercando di far intervenire il cittadino comune nel dibattito, come pure le autorità giudiziarie e penitenziarie. Il fenomeno della delinquenza non bisogna leggerlo solo come un pericolo, una piaga, un male da evitare o condannare. Bisogna capire i perchè del fenomeno, bisogna andare alla ricerca di iniziative preventive ma anche curative e per chi oggi si trova privato di libertà a volte vittima di un sistema che esclude e nega opportunità per tutti e in particolare ai giovani.
Ogni giovedì pomeriggio si dedicano due ore radiofoniche su tematiche precise dove intervengono specialisti del tema e dove si da la parola anche agli stessi adolescenti e giovani detenuti che attraverso interviste registrate anteriormente possono far arrivare il loro messaggio e la loro disperazione all’opinione pubblica molte volte ancora poco informata o senza strumenti di analisi sulla reale situazione di questa fascia d’età dimenticata e abbandonata a se stessa in queste strutture senz’anima.
Un’altra iniziativa non secondaria è la relazione con altre esperienze internazionali latinoamericane e Europee sul tema della giustizia minorile.
Lavoro congiunto tra autorità istituzionali civili, pubbliche e penitenziarie
Elaborazione di una proposta di intervento comune
Un’altra linea importantissima a cui abbiamo lavorato con assiduità durante questa prima annualità del progetto è stato il lavoro interistituzionale, ossia nel coinvolgere forze e istituzioni che lavorano nel tema della giustizia minorile per elaborare una proposta di intervento comune e che superi la condanna, il castigo e il pregiudizio verso chi è vittima del sistema e si trova a scontare una pena in un centro di reclusione.
Questo si è svolto a due livelli:
· Con le istituzioni della settore privato come per esempio ONG, Istituzioni che lavorano nell’ambito del carcere, Chiesa, stampa e persone motivate che hanno aderito alla proposta volontariamente.
· Con le strutture pubbliche come Regime Penitenziario, Sicurezza Penitenziaria, Vice ministero della Giustizia, Sistema giudiziario si sono svolti differenti incontri e seminari in cui si è cercato soprattutto di affrontare l’urgenza di avere una politica pubblica che rispetti che porti a esperienze innovative per dare risposte adeguate ai minori in carcere.
Come risultato di questi incontri interistituzionali si è riusciti a sottoscrivere un documento base in cui tutti ci identifichiamo e sarà un riferimento per organizzare una strategia di intervento comune e innovativa.
Convenzione tra stato e autorità civili
Attualmente stiamo lavorando su una Convenzione in cui il tavolo costituito dalle istituzioni civili mettiamo in chiaro responsabilità, ruoli e ambiti di intervento, ma anche politiche adeguate nel rispetto della legge vigente in relazione ai minori in carcere, da sottoporre alle strutture pubbliche per arrivare a consentire una politica dove la giustizia, il rispetto dei diritti umani e legali, la differenziazione di approccio al tema carcerario nei confronti degli adolescenti e giovani sia rispettato e soprattutto praticato.
I continui cambiamenti di autorità, la congiuntura sociale in continuo fermento, i conflitti sociali di quest’anno, ci hanno impedito arrivare a un documento finale unico e approvato da tutti. Si spera che con il nuovo governo, che ha già manifestato una rilevante sensibilità sociale, si arrivi a firmare un documento unico e rettore di tutto il lavoro che si sta portando avanti.
Elaborazione del progetto educativo
Un altro risultato da sottolineare in questo sforzo collettivo interistituzionale è l’elaborazione di un progetto educativo che verrà messo in atto non appena il centro alternativo al carcere di Viacha sarà operativo.
Questo documento è stato il risultato della partecipazione degli stessi ragazzi che sono in carcere ed è stato completato con esperienze in atto in altri Centri che lavorano specificamente con ragazzi sia dell’America Latina come dell’Europa.
Regolamento interno del Centro
Un altro documento su cui stiamo ancora lavorando è il Regolamento interno del Centro nel quale si cerca di mettere in risalto le norme, le responsabilità, le modalità di gestione e di amministrazione, dove i ragazzi devono assumere parte attiva di molte attività e responsabilità. Tutto questo è stato possibile grazie alla formazione di questo tavolo di lavoro in cui concorrono periodicamente 8 istituzioni: Movimento Laici per l’America Latina (MLAL), Pastorale Penitenziaria, Defensor del Pueblo, Capacitaciòn y Derechos Ciudadanos (CDC), Defensa de la niñez Internacional (DNI) Pro Adolescente Bolivia, UNICEF, Viceministero de la Niñez, juventud y tercera edad.
Considerazioni generali
Nel Gennaio del 2006, Evo Morales diventa il primo presidente indio nella storia della Repubblica Boliviana.
Sulle sue spalle ha la responsabilità e la possibilità di un piano di governo che potrebbe avviare politiche pubbliche a partire dalle vere necessità della gente, prendendo in considerazione la dimensione sociale e la partecipazione della gente, l’umanizzazione delle strutture, la lotta alla corruzione e l’applicazione delle leggi che rispettino prima di tutto i diritti fondamentali della persona.
Tutto questo apre nuove possibilità: la congiuntura sociale e politica ci invita ad essere più attenti e aperti a coordinare con chi oggi assume le nuove responsabilità e sfide della storia, per permettere l’inclusione, la giustizia e l’accesso alle opportunità per tutti, in particolare a chi è dimenticato, abbandonato ed escluso.
Riccardo Giavarini, La Paz 20 Gennaio 2006
Riferimenti
Per qualsiasi altra informazione relativa al progetto esposto potete contattare:
Riccardo Giavarini,
Calle Juan XXIII Edificio San Lorenzo No. 26 Planta Baja
Zona Belen - Casilla 6173
LA PAZ - BOLIVIA
Phone 00591/2/2121153 - Fax 00591/2/2310257
mlalve@entelnet.bo
www.mlal.org
Responsabile MLAL di Verona per i progetti dell’area Andina:
Ivana Borsotto
ivanaborsotto@tiscali.it
Cell. 348-734.7430
MLAL ProgettoMondo
Viale Palladio,16 - 37138 Verona
Tel. 045 810.2105
Fax 045-8103181
www.mlal.org
Gruppo Inbolivia2004
c/o baita Mons. Capelli
Via Gavazzeni, 3
24125 Bergamo
Inbolivia2004@libero.it
Patronato San Vincenzo
Via Gavazzeni 3
24125 Bergamo
Sesana.a@tiscali.it
Clicca qui per scaricare il progetto per le aziende: Progetto da presentare alle aziende.pdf (300,06 kb)
Clicca qui per scaricare il progetto per i comuni: Progetto da presentare ai comuni.pdf (213,40 kb)