I RAGAZZI DEL GIARDINO

Inserito il 28 ottobre 2007 12.15 da editor

“Ragazzi siamo nel giardino”…questa frase è stata il leitmotiv di tutta la nostra esperienza in Romania…ma come siamo finiti a far parte di questo gruppo e cosa abbiamo fatto per due intere settimane? In realtà la nostra esperienza parte molto prima del 31 luglio 2007(data della nostra partenza verso la Romania), quasi un anno prima, quando cioè ognuno di noi ha scelto d’intraprendere questo cammino che ci è stato proposto dai volontari della Nostra Via . Abbiamo seguito vari incontri preparatori che spaziavano dalla descrizione della situazione che avremmo incontrato ad aspetti più pratici, come la preparazione di giochi e balli che avremmo proposto ai bambini.

Infatti la dimensione del gioco è stata di primaria importanza all’interno delle due settimane spese a Baia Mare: le giornate erano dedicate interamente all’animazione di bambini e adolescenti dei quartieri meno agiati in collaborazione con i giovani volontari rumeni dell’associazione “Fundatia de Voluntari Somaschi” .

Così con pulmini e camper spinti dall’Italia (spinti in molte occasioni nel vero senso della parola) ogni mattina attraversando la periferia dove alloggiavamo e il centro della città , ci recavamo nel cortile della “scoala 5”, e al villaggio di Coltau disperso nella campagna attorno alla città, per fare “animaţie cu copii” (animazione con i bambini).

Con musiche del Cre-Grest degli anni scorsi e canzoncine come il ballo del qua-qua richiamavamo l’attenzione dei bambini che ci seguivano correndo, come nella fiaba del pifferaio magico di Hamelin, fino agli spiazzi dove si giocava.

Ragazzi e bambini che non hanno mai frequentato un asilo nido, una scuola d’infanzia o attività estive possono trovare molto divertenti e interessanti giochi come una semplicissima staffetta, bandierina o batistuţa (il gioco del fazzoletto).

Così avevamo bambini dagli 0 agli 11 anni che si divertivano a giocare al fazzoletto, adolescenti che correvano passandosi il testimone, ragazzine che davano il meglio di sé nell’interpretare i balli dell’estate e adulti che giocavano a calcio (la partita della vacanza è stata Rom contro italiani 3-0…che vergogna ragazzi!!!noi che siamo i campioni del mondo!).

Caratteristiche dei giochi di strada dovevano essere la semplicità, l’utilizzo di poco materiale portato da casa e la prontezza nel cambiare attività quando questa non avesse funzionato.

Nel pomeriggio si ripetevano le stesse attività in quartieri diversi e nella baraccopoli di Pirita, dove tra le altre cose veniva anche fornita ai bambini un minimo di igiene personale, portandoli a fare le docce.

La nostra esperienza non è stata però solo rose e fiori: entrare in contatto con ambienti completamente diversi dal nostro ha comportato accettarli e farsi accettare. Cosa che non sempre è avvenuta. A volte i genitori avevano paura a lasciarci i loro bambini; molti non capivano il senso della nostra attività e la consideravano inutile; altri non sopportavano il  rumore che facevano i bambini quando giocavamo con loro…più di una vota ci siamo trovati in situazioni complicate e  spiacevoli. 

Ricordiamo però che non eravamo soli nel nostro lavoro con i ragazzi di strada, anche giovani rumeni hanno trascorso parte delle loro vacanze estive facendo animaţie e uno degli aspetti fondamentali della nostra attività è stata la collaborazione  con loro. 

Per quanto riguarda la socializzazione con i volontari rumeni sono state molto utili e piacevoli cene di benvenuto, cene di  metà vacanza, cene di addio… 

Sono stati soprattutto questi momenti di degustazione internazionale che hanno ricordato al nostro leader “Don Alphio”  l’immagine del giardino dell’Eden, che lui rammenta ancora. 

Ma in effetti, momenti culinari a parte, come avremmo potuto noi definire altrimenti un’esperienza così?

Benedetta

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