Un ricordo di Don Benzi

Inserito il 20 dicembre 2007 10.36 da editor

Nella notte tra il primo novembre Solennità di Tutti i Santi e l’alba del due novembre Commemorazione dei Fedeli Defunti moriva a Rimini all’ età di 82 anni uno dei sacerdoti chiamati di ”frontiera” don Oreste Benzi fondatore e presidente della Comunità Giovanni XXII “il prete con la tonaca lisa” così piaceva definirsi..

Nel corso degli anni don Oreste ha aperto in ogni parte del mondo in particolar modo nelle zone più povere ed emarginate case famiglia, case di preghiera, cooperative sociali, centri diurni per persone con gravi handicap, comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodipendenti , memorabili e significative le sue “battaglie “ a difesa della vita dal suo nascere al suo venir meno, contro lo sfruttamento delle donne, quante ne ha salvate e riscattate e ne ha dato una dignità umana , famiglia, lavoro, leggendo su un quotidiano la cronaca dei suoi funerali il cronista diceva”…sono tutte schierate nelle prime file le autorità, e occupano i posti importanti quelli d’ onore sono i disabili, zingari, prostitute, barboni, volontari santi e peccatori hanno i volti segnati dalla vita sono giovani hanno provato la droga, la solitudine, la malattia, hanno conosciuto la strada e i suoi abissi don Oreste li ha strappati ad un destino che sembrava segnato e oggi sono le autorità….”

Il suo modo di fare “romagnolo” semplice e simpatico( diverse persone in questi anni hanno collegato sia per la somiglianza di aspetto fisico sia per l’ infaticabile zelo al Signore e alla sua Chiesa e al servizio degli ultimi la sua figura a quella di don Orione) colpiva tutti in particolar modo i giovani suoi interlocutori d’ eccezione quante volte nel mezzo delle notti nella “mondaiola e festaiola “ riviera romagnola dialogava nelle discoteche e nei locali con loro.

Ho avuto la fortuna di conoscere don Oreste il giugno del 2002 in occasione dell’ ordinazione sacerdotale del mio amico e compaesano don Alessandro Fiorina missionario in Bolivia appartenente alla Comunità Giovanni XXIII, una frase mi è rimasta stampata nella mente che don Oreste più volte ha pronunciato “se si vuole stare in piedi bisogna mettersi in ginocchio” da questa frase che invita alla preghiera da dove lui stesso trovava la forza per spendersi a servizio degli altri senza se e senza ma.

Tante sono stati gli attestati di stima riconoscenza e affetto e cordoglio per la scomparsa di don Oreste da parte di personalità religiose, politiche, culturali tra tutti cito le parole del Santo Padre Benedetto XVI che lo definisce “umile e povero sacerdote di Cristo, instancabile apostolo della carità a favore degli ultimi e degli indifesi”.

Molto bella e significativa la meditazione che don Oreste ha scritto e preparato a commento della liturgia per il giorno dei Defunti si può definire a suo modo il “testamento Spirituale” che ci lascia dove dice…”nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra la gente che sarà vicino dirà è morto.In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi stà lì, le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’ Infinito di Dio…” Concludo facendo mie le parole del vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi che al termine dell’ omelia con commozione e affetto ha pronunciato ”…fa presto a riposarti e torna subito a darci una mano. Ora non avrai più bisogno ne del rosario ne del cellulare. Ci contiamo non resterai con le braccia conserte, allora vieni presto a datti da fare…”

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Post correlati

Aggiungi commento


 

  Country flag





Live preview

novembre 22. 2008 22.50