Caro Faber

Inserito il 14 novembre 2008 13.15 da editor

Sono passati quasi 10 anni dalla morte di Fabrizio De Andrè ma il suo ricordo è ancora vivo....riportiamo il pensiero della comunità di Don Gallo suo caro amico appena dopo la sua morte.

 

Caro Faber,

 

da tanti anni canto con te, per dare voce agli ultimi, ai vinti, ai fragili, ai perdenti.

Canto con te e con tanti ragazzi in Comunità. Quanti “Geordie” o “Michè”, “Marinella ,

o “Bocca di Rosa”…vivono accanto a me, nella mia città di mare.

Anch’io ogni giorno, come prete “verso il vino e spezzo il pane per chi ha sete e ha fame”.

         Tu Faber, mi hai insegnato a distribuirlo, non solo tra le mure del Tempio, ma per

Le strade, nei vicoli più oscuri, nell’esclusione.

E ho scoperto con te, camminando in “Via del Campo” che “ dai diamanti non nasce niente, dal letame sbocciano i fiori”.

La tua morte ci ha migliorati, Faber, come sa fare l’intelligenza.

Abbiamo riscoperto tutta la tua “Antologia dell’Amore” , una profonda inquietudine dello spirito che coincide con l’aspirazione alla libertà.

E soprattutto, il tuo ricordo, le tue canzoni ci stimolano ad andare avanti.

Caro Faber, tu non ci sei più, ma restano gli emarginati, i pregiudizi, i diversi; restano l’ignoranza, l’arroganza, il potere.

La Comunità S .Benedetto ha aperto una porta in città, nel 1971 leggevamo il tuo Album “Tutti morimmo  a stento” e in comunità bussano tanti personaggi derelitti e abbandonati: impiccati, tossicomani, suicidi, adolescenti traviate, bimbi impazziti per l’esplosione atomica.

Il tuo Album ci lasciò una traccia indelebile.

In quel tuo racconto, crudo e dolente (ed era la nostra vita quotidiana) abbiamo intravisto

una tenue parola di speranza, perché, come dicevi nella canzone, alla solitudine può sorgere

l’amore, come ad ogni inverno segue la primavera.

E’ vero, Faber, a loro, agli esclusi, ai loro “occhi troppo belli”, la mia Comunità che di quel mondo siamo e ci sentiamo parte, sappiano essere anche i nostri occhi belli.

Caro Faber, grazie!

 

Ti lasciavano cantando “Storia di un impiegato”. Ci sembra troppo attuale. Ti sentiamo,

oggi ,così vicino, così stretto a noi. Grazie.

“e se credete ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina,

convinti di allontanare la paura di cambiare.”

 “Verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte per quanto voi vi crediate

Assolti siete per sempre coinvolti. Grazie, Faber  

                                                                                            Don Andrea Gallo

 

FINE

 

Caro Faber parli all’uomo, amando l’uomo:

Stringi la mano al cuore e svegli il dubbio che Dio esiste.

Grazie, Don Andrea Gallo un prete da marciapiede.

    

 


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